Carte di credito & Sms

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Ha 28anni ed è residente a Varese, l’autore di una maxi-truffa realizzata attraverso la tecnica dello Smishing, ossia una pericolosa variante del tradizionale phishing dove l’e-mail è sostituita con un messaggio Sms.

In grado di colpire all’incirca 900 possessori di carta di credito, che vedendosi recapitare sul proprio telefonino un messaggio da parte di CartaSi, hanno ritenuto attendibile la comunicazione e fornito quindi il numeri e dati della propria carta, tute informazioni finite nelle mani del giovane truffatore che non ha assolutamente esitato ad utilizzare. Mentre la stessa CartaSi, insieme ad altre società vittime (Visa e Tim) erano sommerse da reclami di clienti, inferociti per la scomparsa di somme di denaro dai propri conti.

Come riporta oggi l’edizione milanese di La Repubblica, la truffa scoperta dalla polizia postale, dopo un indagine partita un anno fa in seguito alla denuncia di CartaSi, consisteva in un raffinato e ben congegnato raggiro:

«Esiste un software che si può acquistare in Rete, in grado di simulare la provenienza dell´sms da un determinato numero di telefono, apparentemente riconducibile alla società che si indica come mittente.

Sul display delle possibili vittime compariva un messaggio intestato CartaSi che recitava:

 «Attenzione, chiami il numero …. di Servizi Interbancari per verificare la transazione con la sua carta di credito, al fine di evitarne usi fraudolenti».

Il passo successivo era, appunto, la telefonata al numero indicato:

«Una voce preregistrata chiedeva di digitare il codice della carta di credito e le tre cifre del codice di sicurezza, restando in attesa per parlare con l´operatore. Ma dopo aver digitato il numero, trascorsi pochi secondi, la stessa voce invitava a riprovare il giorno dopo perché nessun operatore era disponibile. »

Adesso per il giovane, non nuovo alle truffe in quanto era già stato indagato per l’uso fraudolento di carte di credito ai danni dell’Esselunga, è arrivata la richiesta di rinvio a giudizio, anche se per gli agenti inviati a casa sua dal pm Francesco Cajani con lo scopo di sequestrare il computer non è stata un impresa facile.

Visto che il giovane vedendosi con le spalle al muro a cercato di far sparire le prove (Decine di foglietti contenenti i numeri di carte di credito utilizzate) arrivando persino a trafugare e buttare nella spazzatura il materiale appena sequestrato dalla valigetta ventiquattro ore di uno degli agenti. Alla fine un impresa vano e poco redditizia, visto che proprio quei fogli ha permesso di risalire all’identità di nuovo possibili truffati.

Fonte Anti-Phishing Italia

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